
Il 1° aprile 2026, il gruppo AITA Piemonte ha avuto l’opportunità di visitare il Sermig, entrando in contatto diretto con una realtà che da anni rappresenta un punto di riferimento concreto di solidarietà e impegno sociale. Durante l’incontro ci è stata raccontata la storia della fondazione del Sermig e la nascita dell’Arsenale della Pace, trasformato da luogo di produzione di armi a spazio di accoglienza, condivisione e aiuto per chi è in difficoltà, senza pregiudizi e bandiere… “La bontà è disarmante”.
Abbiamo conosciuto la visione di Ernesto Olivero e di sua moglie Maria Cerrato, purtroppo defunta, fondatori capaci di immaginar e realizzare un progetto che unisce fede, concretezza e impegno quotidiano. Il Sermig si fonda sul principio della restituzione: ognuno è chiamato a mettere a disposizione ciò che ha, creando attraverso il contributo di tanti un’opera viva e in continua evoluzione. Fondamentale è il ruolo dei volontari, laici e consacrati, che con dedizione offrono tempo, competenze ed energie, rendendo possibile ogni attività.
Colpisce anche il modello economico, sostenuto in gran parte da donazioni (93%), segno di una fiducia diffusa e di una rete di sostegno che continua ad alimentare questo progetto nel tempo. Un’esperienza che lascia il segno, capace però di penetrare in profondità e far riflettere sul valore concreto dell’impegno quotidiano, proprio come una goccia, che lentamente e in mezzo a tanto rumore, spaccherà una pietra.


